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Minacce a On. Santaché e al giornalista Mohamed Ahmed

10 gennaio 2007

 

Minacce a On. Daniera Santachè e

al giornalista Mohamed Ahmed:

condanna di ogni forma di intimidazione

e violenza legata al credo religioso.

 

Mozione 66

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO

OTTAVA LEGISLATURA - MOZIONE N. 66

 

MINACCE A ON. SANTACHÈ E AL GIORNALISTA MOHAMED AHMED: CONDANNA DI OGNI FORMA DI

INTIMIDAZIONE E VIOLENZA LEGATA AL CREDO RELIGIOSO

 

presentata il 10 gennaio 2007 dai Consiglieri Zanon, Atalmi, Azzi, Bertipaglia, Bettin, Bizzotto, Bond, Bonfante,

Gianpaolo Bottacin, Cancian, Coppola, Caner, Causin, Covi,Ciambetti, Conte, De Boni, Donazzan, Fontanella, Foggiato,

Franchetto, Frasson, Frigo, Gallo, Laroni, Pettenò, Rossato, Sernagiotto, Tiozzo, Trento, Zabotti e Zamboni

Il Consiglio regionale del Veneto

 

PREMESSO CHE:

- una minaccia di morte è stata recapitata nella casella postale del Parlamento all'Onorevole Daniela Santachè. Ieri verso le 19, aprendo una busta proveniente da Londra, la parlamentare Santachè ha trovato due fogli, uno in lingua araba, l'altro con un testo in inglese, attorniato dalle foto di Theo Van Gogh. Sopra e sotto le foto c'erano due scritte in arabo:

"Questa è l'ora della mia liberazione" e poi "È giunta la tua ora!". Il significato è inequivocabile, tenendo conto

dell'abbinamento con le foto del regista olandese barbaramente sgozzato nel centro di Amsterdam il 2 novembre 2004 dal terrorista islamico Mohammad Bouyeri, dopo essere stato condannato come nemico dell'islam per aver diretto il cortometraggio "Submission", in cui si denuncia lo stato di violenza a cui sono sottoposte le donne nei paesi musulmani;

 

- l'Onorevole Santachè vive già sotto scorta da quando, lo scorso 20 ottobre, a seguito della presentazione del suo libro "La donna negata. Dall'infibulazione alla liberazione" durante la trasmissione Controcorrente su SkyTg24, fu pesantemente apostrofata come "un'infedele" che "semina l'odio", da parte di Ali Abu Shwaima, Imam della moschea di Segrate e uno dei fondatori dell'Ucoii (Unione delle comunità e organizzazioni islamiche in Italia);

 

- la Santachè, secondo l'Imam della moschea di Segrate, rischia la morte per il semplice fatto di sostenere nel suo libro che il velo non è un precetto per le donne islamiche in quanto non richiesto dal Corano, difendendo per questa ragione il diritto delle musulmane a non indossarlo. Un diritto che, stando a un sondaggio pubblicato sulla sua rubrica su Il Giornale di ieri, viene rivendicato dall'85 per cento delle musulmane in Italia;

 

- a rischiare la vita è anche un italiano di origine egiziana, Mohamed Ahmed, conduttore di La9, una televisione privata di Padova, che da tempo denuncia l'estremismo e il terrorismo islamico. La scorsa notte è stato appiccato il fuoco alla sua auto, una Saab 900, parcheggiata sotto la sua casa dopo aver ricevuto al telefono e per strada ripetute minacce di morte da parte di alcuni islamici che frequentano il quartiere di via Anelli, che è vicino alla sede della redazione dell'emittente padovana;

 

RITENUTO CHE:

- il nemico dell'umanità è il terrorismo, di qualunque matrice e natura esso sia. Nessuno può dirsi oggi al riparo da questa minaccia vile ed ignobile che colpisce chi esprime il proprio pensiero contro queste forme di estremismo. Il dovere di tutti noi e delle Istituzioni, è quello di combattere e annientare gli autori della strategia del terrore e di fermare l'uccisione di persone innocenti; - per isolare il terrorismo e interrompere la spirale di violenza è necessario affermare i valori della pace, della giustizia, del rispetto della vita umana e della convivenza pacifica tra i popoli con l'intera comunità internazionale;  esprime  la propria solidarietà alle vittime di queste vili ed ignobili minacce ed impegna il Presidente e la Giunta regionale;

 

- ad attivare ogni iniziativa possibile volta a trovare una posizione comune tra la Regione e le comunità islamiche del Veneto in merito al rifiuto del terrorismo, della lotta armata e di ogni tipo di violenza;

- ad isolare tutte quelle associazioni religiose che incitano alla lotta armata propagandando il terrorismo come mezzo di lotta politica;

 

- ad istituire una prima struttura di coordinamento che riunisca intorno ad un tavolo istituzionale i rappresentanti delle

realtà islamiche legalmente costituite nella nostra Regione e i rappresentanti delle istituzioni per poter costruire insieme

percorsi di cittadinanza responsabile attraverso il dialogo e il confronto democratico;

 

- a sollecitare le istituzioni e le forze dell'ordine ad assicurare alla giustizia gli autori di tali vili ed ignobili minacce.

 

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